Vino Rosso Pugliese, Grandi Novità per Questo 2017

E’ di dominio comune che la Puglia sia la regione che ha la più alta produzione vitivinicola proprio perché il suo terreno permette le colture ortofrutticole continuamente e tra queste le viti sono le più rigogliose. Fino a qualche anno fa la Puglia ha dato importanza più alla produzione che alla qualità tanto che il mosto pugliese serviva in tutte le zone d’Italia ad aumentare il grado alcolico delle produzioni di altre regioni.

Poi fortunatamente la situazione è cambiata grazie ad alcuni produttori che hanno deciso di investire sulla qualità del vino rosso pugliese iniziando una campagna di valorizzazione dello stesso.
Mirarono a rivalutare sia i vigneti che la qualità dei vitigni autoctoni come il negramaro la malvasia nera il nero di Troia il primitivo di Manduria, monitorando il rapporto qualità prezzo.
Il vino rosso pugliese ha radici molto antiche anzi si pensa che risale al periodo romano quando si imbandivano le tavole dell’antica Roma narrate da Plinio, Tibullo e Orazio che ne decantavano il profumo, il sapore il colore.

A seguire ci fu Federico di Svevia a fare da portavoce di questa meravigliosa produzione del sud Italia fino ad arrivare a essere conosciuto a livello nazionale ed internazionale.
Attualmente la Puglia ha 25 vini a denominazione controllata 52 vini rossi 28 vini bianchi 22 rosati 17 dolci e liquorosi e 9 spumanti. Tra questi, cavallo di battaglia, è il Primitivo di Manduria che di giorno in giorno sale di quotazione.
I vini Doc poi sono motivo di orgoglio sia per i produttori che per i pugliesi sparsi per il mondo. Ricordiamo il Salice Salentino, l’Aleatico di Puglia, il Primitivo di Manduria, l’Alezio il Brindisi, il Castel del Monte, il Cacc’e mitte di Lucera, il Copertino, la Galatina, il Gravina, il Gioia del Colle, il Moscato di Trani, il Nardò,il rosso Barletta, il San Severo, lo Squinzano, il Locorotondo , il Leverano, l’Orta Nova, Ostuni, Matino, Rosso Cerignola, il Martina Franca e il Salice Salentino.
C’è anche da specificare che questa fiorente produzione vinicola si avvale di una situazione climatica che consente una maturazione delle uve in maniera dolce grazie alle forti escursioni termiche che permettono all’uva, grazie alle temperature che si abbassano di notte, di arricchirsi di aromi.
Il Salento ha il primato di essere la zona vitivinicola più florida con una tradizione che da diversi millenni è iniziata con la colonizzazione greca. Il vitigno più diffuso rimane il negro amaro usato per la vinificazione dei rossi e dei rosati.